l’avvocato è necessario?

Alcuni brevi consigli su come difendersi nel processo penale

Istruzioni – ma l’avvocato è necessario?

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Questa guida vuole spiegare in modo semplice come difendersi nel modo migliore nel processo penale; è quindi rivolta esclusivamente a chi è indagato o imputato e non alla parte offesa o al danneggiato.

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Innanzitutto bisogna chiarire che nel processo penale non vale l’autodifesa, quindi è vietato difendersi da soli. Si è difesi e rappresentati soltanto da un legale, di fiducia o d’ufficio, nominato da noi

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O dal tribunale, il quale si preoccupa di studiare il caso e di scegliere la strategia difensiva più idonea al caso concreto andando incontro alle esigenze dell’assistito indagato o imputato nel processo.

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Fondamentale è quindi la scelta dell’avvocato. Un avvocato di fiducia costa ovviamente di più ma è necessario considerare che il rapporto che deve instaurarsi con l’avvocato deve essere improntato all’assoluta

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Fiducia, bisogna quindi raccontare solo la verità all’avvocato perchè così può difendere meglio il cliente ed è comunque tenuto a rispettare il segreto professionale quindi non potrà mai raccontare nulla di privato ad altri.

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Bisogna quindi cercare un avvocato serio, onesto, che abbia voglia di fare il suo mestiere nel modo migliore sapendo già dall’inizio che avrà un costo e quel costo non sarà sicuramente bassissimo perchè lavora e va pagato.

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Se si decide invece di non nominare nessun avvocato allora verrà nominato dal tribunale direttamente tramite le liste dei difensori d’ufficio, che sono avvocati i quali decidono di iscriversi alle liste.

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In questo caso il rapporto con il cliente non sarà ovviamente improntato a quella fiducia che è presupposto base per un avvocato di fiducia, ed il costo delle spese legali sarà ovviamente decisamente inferiore.

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Dopo la scelta dell’avvocato si può passare al caso vero e proprio, che l’avvocato studierà e per il quale valuterà tutte le possibili alternative, offrendo al cliente una panoramica globale della situazione

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E rispondendo a tutti i dubbi del cliente affinchè anche lui capisca esattamente tutta la situazione. Dopodichè si potrà decidere la strategia difensiva da adottare nel caso concreto, ascoltando le decisioni del cliente.

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La scelta della strategia può sempre comunque essere modificata in futuro a seconda delle decisioni delle altre parti processuali, così come potrà sempre essere cambiato anche l’avvocato che difende e rappresenta.

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è fondamentale interessarsi quindi del proprio processo penale perhè partecipare attivamente, nella scelta dell’avvocato e nello studio con lui del caso, è decisivo per l’esito del processo, fa la differenza

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Tra una archiviazione e l’instaurazione vera e propria del processo e tra assoluzione e condanna. La differenza è quindi fondamentale e per questo vale la pena di partecipare nel modo più attivo possibile.

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Quando ci si ritrova quindi indagati o imputati in un processo penale è necessario ricordarsi questi pochi consigli per far sì che non sia un’esperienza traumatica ma ci si possa difendere in modo adeguato alle contestazioni rivolte dal pm.

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Bisogna infine sempre ricordarsi che il processo penale prevede tre gradi di giudizio ben distinti ed una condanna o assoluzione in primo grado non sarà necessariamente tale anche nei successivi gradi di giudizio.

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Essendo però il primo grado quello iniziale, è ovviamente fondamentale preparare bene la difesa fin da subito, fin dalle indagini preliminari addirittura, perchè poi il secondo grado è spesso basato proprio

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Su quanto è stato detto e fatto in primo grado. Il terzo ed ultimo grado invece non entrerà mai nel merito della questione, che è risolta dai primi due gradi di giudizio ma si limiterà solo a verificare il rispetto

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Della legge e delle norme giuridiche, che sono state eventualmente violate dai giudici dei precedenti gradi di giudizio; questo ultimo grado di giudizio si tiene alla corte di cassazione a roma, citata spesso su tutti i principali quotidiani.

L’assistenza di un difensore è sempre obbligatoria? E se non ne conosco nessuno? E se non posso permettermelo?

Per l’indagato/imputato (ovvero per colui che è accusato di aver commesso un reato) l’assistenza tecnica di un difensore è obbligatoria. Nessuno può difendersi da solo nel processo penale né può rinunciare all’avvocato.

Se l’interessato non nomina un difensore di fiducia, gliene viene nominato uno di ufficio sulla base di appositi elenchi di professionisti che hanno superato uno specifico esame e che svolgono anche incarichi nominati fiduciariamente.

Il difensore di ufficio VA RETRIBUITO come qualsiasi professionista.

Il meccanismo delle liste è una procedura per la nomina NON PER LA RETRIBUZIONE.

Il difensore (sia che sia di ufficio che di fiducia) verrà retribuito dallo Stato solamente se l’indagato/imputato (ed anche la persona offesa che nomina un difensore e che può ugualmente beneficiare del Patrocinio a spese dello Stato) non raggiunge un determinato reddito che – davvero a grandi linee – è quantificabile in euro 10.766,33 annuali (questo per il 2012); tetto che va aumentato di circa € 1.000,00 per ogni familiare convivente, tenuto conto che nel calcolo del reddito devono essere considerati i redditi di ogni singolo familiare convivente (V. per ogni dettaglio del Patrocinio a spese dello Stato l’art. 74 DPR 30 maggio 2002 n. 115).

La nomina di un difensore di fiducia fa decadere automaticamente la nomina di quello di ufficio, ma è buona norma che il difensore di fiducia gli renda nota la sua nomina senza perdite di tempo.

Il difensore di ufficio non può rinunciare all’incarico affidatogli.

La persona offesa non ha l’obbligo di farsi assistere da un difensore e la legge non prevede che per la stessa sia nominato un difensore di ufficio, lo potrà fare se si costituirà Parte Civile.

Il numero dei difensori che si possono nominare sono al massimo due per l’indagato ed uno per la persona offesa.

I familiari dell’arrestato possono nominare un difensore di fiducia per il ristretto.